Due settimane fa avevamo pubblicato parte dell’interessante intervista alla Sig.ra Bellone, qui di seguito trovate la seconda ed ultima parte.
Retro del libro con le foto della Sig.ra Bellone

6. Dal titolo del Suo libro, si evince che la storia dei Bellone va ben oltre i confini italiani, come è riuscita a trovare informazioni in questo caso? È andata in California o Argentina?
Devo ringraziare internet ed il mondo intero, perché con gli innumerevoli siti, è possibile ricercare testi antichissimi, comprare libri storici, visionare testi disponibili, affiancare dati usando il motore di ricerca con più parole, navigare in ogni luogo ed in ogni biblioteca ed archivio, scaricare innumerevoli informazioni e studiarle con calma seduti nel proprio salotto, e dedurre così la propria storia tracciandola a tavolino, documentandola con foto e documenti storici. Per la redazione a computer e l’ utilizzo dei programmi grafici, la mia esperienza acquisita in più di vent anni, è stata fondamentale per elaborare il lavoro pronto per la stampa.
7. Cosa ha significato per Lei scoprire di volta in volta la storia della Sua famiglia?
Avendo già scritto la storia del paese di mio padre, Riofreddo di Murialdo (SV), che fu dimora per 300 anni dei Bellone, era troppo emozionante andare oltre e scoprire che per circa altri 300 anni vissero in Mollere di Ceva (CN), ma ancora più affascinante collegare la mia famiglia ai Conti di Castagneto Po (1300 d.C.) e Torino (1000 d.C.). Ancora più meravigliosa è stata la congiunzione ai Conti francesi e Re spagnoli (700 d.C.), abbattendo le frontiere nazionali, ed andando ancor più a ritroso, ritrovare la conferma della provenienza del cognome dalla Cappadocia e Ponto, attuale Turchia, (137 a.C.), con figure regali elleniche, e con il collegamento del cognome alle divinità pagane, elleniche e romane. Ma il mio orgoglio consta nel fatto che nessuno aveva mai redatto un libro che analizzasse la storia del cognome Bellone, forse anche perché i nobili Bellone piemontesi, sono per la maggior parte dichiarati estinti.
8.A prescindere dalla Sua famiglia, perché a Suo parere può essere importante fare ricerche genealogiche?
Se per uno scrittore è importante elaborare una storia coinvolgente con un bel finale, per il pittore realizzare un quadro ammirevole, per lo scultore scolpire una statua simbolica, per lo sportivo migliorare il proprio record, per il giocatore vincere le sfide, per l’ archeologo ritrovare antichi reperti preziosi, per lo storico ricercare dati storici e testi sempre più antichi e decifrarli. Tutti gli uomini si prefiggono uno scopo nella vita, approfondendo le proprie virtù, talenti, attitudini e passioni. La genealogia è una passione da coltivare con tenacia ed estrema pazienza e
precisione.
9. Cosa pensa di internet quale strumento per fare ricerche genealogiche?
Internet è un enciclopedia affascinante e prodigiosa, è basilare per gli studi universitari o le ricerche storiche e geografiche, ma anche una chiave di svolta per congiungere le nazioni abbattendo ogni frontiera, sia materiale, sia tradizionale. In fondo, ogni famiglia vede, nei secoli, un viaggio interminabile dei propri avi, per guerre, carestie, matrimoni e lavoro. Ora, è possibile compiere questo viaggio virtuale a ritroso, senza andare sul posto a ricercare i dati, perdendo tempo e denaro, forse invano.
Questo mio libro così ricco d informazioni, non avrei potuto scriverlo, dieci anni fa, ad esempio, dato che soprattutto negli ultimi tre anni, internet si è sviluppato in modo impressionante. Internet è fondamentale per le ricerche genealogiche di congiunzione fra l’ Italia e l Estero, per le emigrazioni che vanno dal 1800 al 2000 circa, anche se per i dati anagrafici Parrocchiali antecedenti al 1800 circa, sono quasi per ogni Parrocchia italiana, non censiti, non fotografati e catalogati, o persi e illeggibili , mentre non tutti gli Archivi di Stato hanno disponibili tutti i testi di tutti i Notai Storici, poiché non tutti li hanno depositati all epoca o sono andati perduti. Non tutte le Parrocchie possiedono un archivio di censimento dei fedeli dalla fine del 1500, ma molto successivo. Non tutte le Parrocchie rendono disponibili alla consultazione i propri archivi, e non tutti i Parroci possono ricercare per conto terzi dati anagrafici innumerevoli. Il lavoro è ancora lungo e laborioso per gli appassionati di genealogia e storia italiana.
10. Potrebbe dare 5 consigli pratici a chi vorrebbe ricostruire le radici della propria famiglia?
La prima cosa è rispettare i testi, non strapparli o scarabocchiarli o portarli via, perché sono patrimonio storico di tutti e tutti devono potere accedere a tali dati.
La seconda è la tenacia, perché non bisogna mai arrendersi, sempre che si abbia fortuna, perché a volte per le famiglie povere occorre arrendersi al 1600-1500, poiché non si sarebbero mai recati presso i Notai dell’ epoca, non avendo possedimenti da vendere e cedere ai propri eredi.
La terza è di non aver paura di scrivere e usare innumerevoli fogli tracciando diagrammi con schemi riassuntivi e di collegamento delle famiglie.
La quarta è la disponibilità di una macchina fotografica digitale con un buon zoom ottico, dato che al giorno d oggi è possibile archiviare la pagina che ci interessa e visionarla, tradurla e trascriverla con calma a casa propria.
La quinta è la buona conoscenza del mondo informatico e dell uso dei programmi di videoscrittura e grafica, per ricercare il collegamento con i propri parenti, che sono emigrati all estero e fare ricerche analitiche ancor più storiche, nonché per ultimare il proprio lavoro di ricerca e redigere, in ultimo, un libro virtuale o da stampare, da lasciare ai posteri.













